Sulla guida Teheran è definita come una città poco interessante e molto caotica. Sul fatto che non sia interessante non sono d’accordo: a Teheran ho trovato accoglienza, architetture antiche e moderne affascinanti e davvero tanta vitalità.

Caotica invece lo è davvero. Entriamo in città verso sera immergendoci in un nuvolo di motorini assordanti e centinaia di taxi gialli che si muovono spericolati nel traffico. I taxi sono praticamente tutti identici (a parte qualche Peugeot), prodotti della stessa azienda dalla quale escono con la particolare livrea e nascono proprio per essere dei taxi (ci è capitato più volte di incontrare bisarche di auto nuove). Li trovi parcheggiati dappertutto a disposizione dei clienti; il taxi a Teheran è un mezzo utilizzatissimo da uomini e donne di tutti i ranghi.

La nostra esperienza sulla macchina gialla comincia nel parcheggio sotto l’hotel dove un simpatico sessantenne, Hossain, ci avvicina con un inglese comprensibilissimo; gli chiediamo se potrebbe farci da guida nei due giorni di permanenza in città. Accetta molto volentieri e dice che si occuperà lui dell’itinerario; negoziamo per un costo orario a prescindere dai chilometri percorsi, ci porterà in giro lui. Viaggiamo nel caos da sud a nord della città: a sud, la parte più antica, vivono i “workers” a nord, la zona più mondana e moderna, gli uomini d’affari e gli uffici dell’economia iraniana.

Hossain è gentile e parecchio loquace; incuriosito gli chiedo del suo taxi e lui mi racconta che se le forme dell’auto ricordano un’auto anziana, la macchina in realtà ha solo tre anni di vita ed è tuttora in produzione nella più grande casa automobilistica iraniana, la Iran Khodro. Questa macchina assomiglia molto alle berline anni ’90 “rinfrescate” tecnologicamente all’interno. Ci racconta che l’Iran è il paese del Medio Oriente con le più grandi case automobilistiche ma il mercato di questi marchi è prettamente interno.

Gli chiedo come sono organizzati i tassisti in città e mi spiega che esistono tre tipologie di taxi: la cooperativa dei taxi gialli alla quale lui appartiene, un servizio di taxi che serve esclusivamente i punti strategici come gli aeroporti e le stazioni e una compagnia di “Women’s Taxi” guidati da donne per le donne, riconoscibili per il loro colore verde acceso.

Due giorni di frequentazione con Hossain ci danno la confidenza di fotografarci anche con la tabella portata da casa sigla Taxi Samarcanda!

Stefano Marchi
Driver spedizione Venezia-Samarcanda
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