Il Taxi è un mezzo presente da decenni e utilizzato da molti; ma quando e dove è nato questo servizio?

Tutto è iniziato nel XIX secolo, tra le strade affollate di Parigi e Londra. Prima ancora della nascita delle vetture a motore, il primo mezzo che offrì un servizio simile al famoso taxi colorato fu la carrozza a quattro ruote trainata da due o più cavalli. Questa tipologia di vettura era considerata di lusso poiché utilizzata principalmente da ceti di classe medio-alta e da famiglie aristocratiche.

Nei primi anni ’30 ci fu una svolta con la messa in circolazione delle prime auto a motore. Seppur questo mezzo innovativo era disponibile anche per il popolo, i brumisti continuarono a svolgere le proprie corse utilizzando le carrozze fino ai primi anni ’60, momento in cui lo stato ne abolì l’uso ponendo l’obbligo di utilizzo delle sole auto a motore.

Nel frattempo i taxi a motore effettuavano il servizio pubblico a New York, San Francisco e Chicago, diffondendosi successivamente anche in Europa nelle principali città come Londra, Parigi, Vienna e Madrid, gestiti direttamente da società private.

In Italia, nel 1908, la Fiat realizzò Fiacre (detta anche Fiat Tipo 1), il primo modello di taxi a motore italiano. Vennero prodotti circa 1600 esemplari destinati esclusivamente all’uso di taxi. Questo modello di autovettura riscontrò un notevole successo al punto da essere richiesto anche da numerosi paesi esteri che cominciarono a utilizzarlo nelle loro strade.

Le città cominciarono quindi a strutturarsi in funzione dei taxi: nacquero infatti dei parcheggi appositi dotati di telefono fisso nei quali i taxi attendevano la chiamata e a turno offrivano il servizio. Un’ulteriore svolta avvenne nel 1940 quando cominciarono a diffondersi i primi impianti radio per consentire le comunicazioni tra le varie autovetture, uno strumento che favoriva un’interazione immediata e comoda tra i vari collaboratori, diminuendo i tempi di attesa e ottimizzando i percorsi da effettuare.

Da cosa deriva la parola Taxi?

Al tempo delle carrozze il taxi era denominato Brougham, dal marchio della carrozza. Ecco perché in Italia, l’autista che conduceva questo veicolo, era chiamato Brumista, termine che con il passare degli anni si trasformò nel tassista (o taxista) dei nostri tempi.

Perché ora viene chiamato taxi? Ci sono diverse versioni riguardo l’origine della termine. Un prima versione fa derivare “taxi” da tax (costo), termine presumibilmente coniato a partire dalla parola tassametro, brillante invenzione del 1981 del tedesco German Wilhelm Bruhn che in brevissimo tempo si diffuse in tutto il mondo e ottenne un grandissimo successo fino ad oggi.

Una seconda versione vede l’origine di “taxi” dal greco tachus che significa veloce, in riferimento dunque a una caratteristica del mezzo, ossia di essere un veicolo particolarmente veloce.

Esiste poi un’ultima versione che vede protagonista la nota famiglia tedesca Thurn und Taxis che ebbe per lungo tempo la proprietà del servizio postale tedesco.

Dove arriva il termine “bandiera” o più comunemente scatto di partenza? 

I primi tassametri venivano installati fuori dalla macchina (situati vicino lo specchietto) ed erano caratterizzati da una bandiera rossa indicante lo stato di Libero.
Quando questa bandiera veniva abbassata, al fruitore del servizio spettava un importo da pagare che veniva definito “corsa minima”.
 
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Autore Foto taxi : Wikipedia Pubblico dominio, Collegamento